Nel risarcimento dei danni da circolazione stradale non possono non essere compresi tutti i danni, comunque prodotti dal veicolo assicurato, salvo che non siano la conseguenza di un fatto doloso.
In tal senso la suprema Corte di Cassazione ha eseguito un’interpretazione evolutiva, stabilendo un principio più moderno di tutela, sostenendo che: “Nel concetto di circolazione stradale, ai sensi dell’art. 2054 c.c. e dell’art. 1, L. n. 990 del 1969, deve ritenersi compresa la sosta del veicolo sulla strada pubblica e senza conducente alla guida; sicché, deve considerarsi evento relativo alla circolazione l’incendio propagatosi da veicolo in sosta a meno che esso non sia stato appiccato dall’azione dolosa dei terzi, la quale è da sola sufficiente ad escludere il nesso di causalità tra la circolazione e l’incendio stesso”.
La suddetta giurisprudenza, considerata la funzione sociale che deve regolare in generale l’istituto assicurativo obbligatorio, ha correttamente tutelato il danneggiante dalla responsabilità eziologicamente derivante dalla cosa assicurata. Si osserva che una compagnia assicuratrice non può magari per anni incassare i premi e poi nella malaugurata ipotesi di un evento dannoso risarcibile, rifugiarsi in clausole o cavilli tendenti a sottrarsi ai propri obblighi contrattuali.
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Il fallimento è una procedura concorsuale disposta dall’autorità giudiziaria e diretta a liquidare il patrimonio dell’imprenditore insolvente al fine di distribuire il ricavato tra i creditori.
L’imprenditore che si trova in stato d’insolvenza è dichiarato fallito e subisce una limitazione dei diritti civili.
1) Corrispondenza
Il fallito, per le società gli amministratori, deve consegnare al curatore fallimentare la corrispondenza, anche elettronica, riguardante i rapporti compresi nel fallimento. La corrispondenza continua ad essere recapitata all’indirizzo del fallito e sarà egli stesso a dover valutare quale consegnare al curatore.
2) Residenza
È stato abrogato l’obbligo di residenza del fallito, sostituendolo con l’obbligo di comunicare il cambio di residenza al curatore, e l’obbligo di comparizione davanti al giudice qualora questi lo ritenga opportuno per chiarimenti o informazioni e di conseguenza non è più necessario il ritiro del passaporto.
3) Registro dei falliti
Sono stati abrogati anche il registro dei falliti e la perdita dell’elettorato attivo. Conseguenza di questo è che sono state anche cancellate le incapacità inerenti incarichi come quello di curatore, tutore o protutore, amministratore e sindaco di società di capitali e la possibilità di iscrizione ad albi professionali.
Tali speciali incapacità permangono soltanto per la durata della procedura fallimentare. Una volta che il fallimento si è chiuso esse decadono senza che sia necessario attendere cinque anni di prove effettive e costanti di buona condotta. La nuova legge fallimentare elimina in questo modo l’inutile e persecutorio marchio infamante che si concretizzava nell’iscrizione al registro dei falliti e viene meno anche l’istituto della riabilitazione, non essendovene più nessun motivo.
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Sono soltanto annullabili le delibere condominiali affette da vizi formali, cioè adottate in violazione di prescrizioni legali, convenzionali o di regolamento, che attengano al procedimento di convocazione o di informazione dell’assemblea.
Esse, conseguentemente, vanno impugnate entro il termine dei trenta giorni. L’impugnativa può essere proposta sia con ricorso, sia con citazione. In quest’ultimo caso, al fine di verificare la tempestività dell’impugnativa, bisogna avere riguardo esclusivamente alla data di notifica della citazione, che deve avvenire nel termine dei trenta giorni dalla adozione della delibera impugnata ovvero dalla comunicazione della stessa, a nulla rilevando la data della iscrizione a ruolo della causa.
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Il versamento anticipato di una somma di denaro con l’impegno ad acquistare un bene, una volta raggiunto un accordo definitivo, fa nascere nel venditore, che riceve ed incassa tale somma, un impegno a far si che la vendita si concluda.
Come più volte ribadito dalla giurisprudenza, l’anticipato versamento di una somma di denaro fa nascere nei confronti del potenziale acquirente un obbligazione a formalizzare l’acquisto ed allo stesso tempo fa nascere nel venditore un’obbligazione a rendere disponibile la cosa per essere venduta.
Siamo in presenza di un accordo a prestazioni corrispettive, dove il versamento anticipato della somma svolge la sua peculiare funzione di coazione indiretta all’adempimento delle parti.
Infatti la causa giuridica di garanzia, propria della caparra confirmatoria, sussiste ogni qualvolta il contratto o l’accordo generi un’obbligazione il cui inadempimento possa essere tale da generare nel contraente leso un diritto potestativo alla risoluzione del rapporto stesso.
La funzione della caparra confirmatoria è proprio quella di tutelare le parti di un contratto rispetto al danno che una parte può subire come conseguenza dell’inadempimento dell’altra parte.
Nel caso in cui il venditore si trovi nell’impossibilità di vendere quanto promesso al potenziale acquirente, questo ha diritto alla restituzione del doppio della caparra, da lui a suo tempo corrisposta, quale sanzione risarcitoria dell’inadempimento da parte venditore.
Solo alla parte non inadempiente, che abbia ricevuto una caparra a garanzia di un accordo, è concesso di trattenerla in caso l’altra parte si renda inadempiente ovvero nel caso in cui l’acquirente comunichi senza giusto motivo di non voler più procedere all’acquisto con la conseguenza che, in assenza di prove a carico dell’acquirente, la funzione di garanzia della caparra si esaurisce e deve essere restituita per mancata prova dei danni.
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23 luglio 2008 di studiolegaleceschi
In materia di locazione, il diritto del conduttore di ottenere la restituzione del deposito cauzionale si prescrive nel termine ordinario decennale, atteso che la funzione di mera garanzia del suddetto deposito ne esclude l’assimilabilita’ al canone o, comunque, ad un corrispettivo della locazione, mentre, d’altro canto, la prescrizione breve quinquennale riguarda esclusivamente l’azione rivolta al pagamento del canone.
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23 luglio 2008 di studiolegaleceschi
La clausola contrattuale che prevede l’incameramento, da parte del locatore, del deposito cauzionale per ritardata restituzione della cosa locata è nulla, perche’ in violazione delle norme inderogabili, potendo il locatore trattenere tale somma solo previa proposizione di domanda giudiziale.
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23 luglio 2008 di studiolegaleceschi
Il locatore, ancorche’ abbia ottenuto un titolo esecutivo per l’intera somma dovuta dal conduttore per il mancato pagamento dei canoni, puo’ soddisfare anche in parte il suo credito con il deposito cauzionale ed eccepire l’estinzione del credito di restituzione del deposito del conduttore per effetto della compensazione con il proprio credito pregiudicando in tal modo le eventuali successive pretese del terzo creditore pignorante.
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23 luglio 2008 di studiolegaleceschi
L’obbligo del locatore di restituire il deposito cauzionale sorge al termine della locazione, ma soltanto se il conduttore abbia integralmente adempiuto alle proprie obbligazioni, giacche’, diversamente, assume rilievo la funzione specifica del deposito, che e’ quella di garantire preventivamente il locatore dagli inadempimenti del conduttore.
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23 luglio 2008 di studiolegaleceschi
Per convivenza more uxorio si intende una convivenza fra due persone, di sesso diverso o dello stesso sesso, caratterizzata da legami affettivi fra i partners e da una stabile organizzazione comune: un aggregato di natura familiare che assicura la formazione e lo sviluppo delle personalità individuali dei suoi componenti.
Fra i conviventi intercorrono legami di natura personale, come l’assistenza morale, la coabitazione, la collaborazione nell’interesse comune della coppia, la fedeltà reciproca, nonché legami di natura patrimoniale, come la collaborazione e l’assistenza materiale (per esempio, la divisione delle spese necessarie per la casa, gli acquisti in comune, il mantenimento del partner più debole economicamente, ecc.).
La relazione fra i conviventi ed i loro legami di natura personale e patrimoniale non sono vincolanti giuridicamente, come accade nel matrimonio, ma rimessi alla osservanza spontanea degli stessi componenti della coppia.
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23 luglio 2008 di studiolegaleceschi
La procedura di risarcimento diretto del danno da incidente stradale si applica ai sinistri verificatisi a partire dal 1° febbraio 2007 con esclusione dei sinistri che vedono coinvolte più di due macchine.
Si chiama risarcimenti diretto perché prevede l’obbligo per colui che ha subito un danno di rivolgersi alla propria compagnia di assicurazione e quindi l’obbligo per detta compagnia di liquidare i danni subiti dal proprio assicurato/danneggiato per conto dell’ altra compagnia di assicurazione.
Sono risarcibili i danni subiti dal veicolo, i danni alle cose trasportate, le lesioni di lieve entità del conducente.
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